Gli Zabrisky mostrano una cifra stilistica popular e condivisa analoga a quella dei Gurubanana di Giovanni Ferrario (qui presente nel ruolo di produttore) e Andrea Fusari, sospesa com'è tra un citazionismo marcato e la capacità di rimanere sul pezzo senza ammiccamenti gratuiti. Tanto che quello che a una qualsiasi altra formazione non perdoneresti, il fatto cioè di apparire didascalica nell'opera di rielaborazione del proprio scibile rock, negli Zabrisky ha tutto l'aspetto del punto centrale del discorso. La base affettiva da cui partire per rendere credibile un suono altrimenti fin troppo identificabile.
E' così che nel disco convivono i Jesus & Mary Chains di Summer Is Always Grey e i Beatles di Calling Home, i Libertines di Getting Better So Far e i Byrds di Stone Inside, i Dandy Warhol di Good Company e i R.E.M. di Better Times. Compressi in brani da due minuti e mezzo, proiettati in un simposio di chitarre jingle-jangle e irresistibili armonie vocali, nobilitati da una psichedelia decodificabile e tutto sommato rassicurante. La vera differenza in questo caso la fa la scrittura, non la ricerca forzata di un linguaggio che magari non ti apparterrebbe nemmeno. Quella si, perfettamente a fuoco nel suo dinamismo nomade e folgorante.
(7.1/10)
Scheda: Zabrisky
Pubblicazione: 16 Aprile 2011
File under: rock
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