Recensione
αω Eveline
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psych-wave Voti redazione e staff

Eveline

αω

Sonic Vista

Terzo album in sei anni per i bolognesi Eveline, e il mistero s'infittisce. Ascolti questo brodo apocalittico Low, la fregola psichedelica Doors e l'estro art-wave vagamente Stranglers, non manchi di intercettare capricci insidiosi Afghan Whigs, cori ectoplasmatici Sigur Ros per poi atterrare in un dolce tedio glitch, ed è comprensibile uscirne senza una fisionomia precisa, le coordinate poetiche e atmosferiche irrimediabilmente sfalsate. Sai solo che in qualche modo le otto tracce di αω sono riuscite a farti fare il giro di giostra.

E non senza effetti speciali: come le vibrazioni desertiche rimbalzate fino al cielo di Omega, il teatrino tra il brechtiano e l'acido di Last Time at Alpha Centauri, la suite ieratica e schizofrenica di Terrible n.1 e - appunto - quella Lunar 8 che spedisce i Mùm in un'orbita geostazionaria - ohibò - quasi Nick Drake. Ti resta una sensazione strana, come aprire un cassetto pieno di oggetti apparentemente scollegati e scoprire che in qualche modo sono riusciti a sviluppare una connessione, a raccontare una storia. Come leggere un libro costruito scozzando pagine di libri già letti e trovarlo incredibilmente congruo, stranamente sensato.

Chi siano davvero gli Eveline, cosa vogliano fare da grandi, è questione secondaria fintanto che lo spettacolo d'arte varia sarà tenuto assieme dal filo sottile ma tenace della convinzione.

(7.0/10)

Scheda: Eveline

Pubblicazione: 12 Marzo 2011

File under: psych-wave

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