Chi scrive non è mai stato un gran estimatore di Conor Oberst:
conscio d’essere stonato nell’elogiativo coro, spocchia e inclinazione
a pubblicare dischi mediocri senza sosta mi hanno sempre lasciato
circospetto e incapace di provare più di un’approvazione
circostanziata.
Resta comunque un prediletto della “blog generation” e,
cosa assai più importante, gli si deve dare atto di due cose almeno: la
maturazione artistica raccontata da un paio d’anni a questa parte e il
rappresentare un punto di riferimento per nuove leve di cantautori
d’oltreoceano. Rientra nella categoria anche Marc Morrissette da Vancouver, ennesimo singolo nascosto dietro una sigla qui al secondo disco dopo un esordio, This Trails Are Old And New, risalente al 2005.
Non solo i Bright Eyes figurano nel suo catalogo di influenze: con l’ausilio dell’ottimo biglietto da visita By The Wayside immaginateli come l’elemento ultimo di un quadrilatero ai cui altri estremi siedono Calexico (le atmosfere e l’impiego dei fiati), Will Oldham (l’approccio “roots” alla scrittura e le corde vocali) e Micah P. Hinson (quel gusto per gli arrangiamenti rotondi ma non sbrodolati: la line-up
conta sette strumentisti). Fatta la tara a tali esempi, dal peso lordo
certamente impegnativo, il ragazzo non si fa schiacciare pur
collocandosi lontano dai livelli dei nomi succitati. A convincere è la
scrittura, in grado di attrarre l’attenzione quando rinuncia agli
stereotipi e far rimanere qualcosa in testa dopo l’ascolto, aiutata da
una voce sospesa tra profondità tipicamente ’“Americana” e un flettersi
umorale che verrebbe da etichettare “emo”, non fosse la parola oramai
spuntata e sputtanata oltre ogni dire.
Sono le piccole, grandi deviazioni dalla strada maestra sparse un po’ dappertutto a far dire che il talento c’è e la sincerità nel proporlo anche: quell’aprirsi pop della serrata Once In A Blue, l’accorato sgusciare nella title track, la pagina Neil Young infettata da ottoni Cisco Kid, la pacatezza accorata che sgorga dalle dolceamare, ammalianti confessioni Breath Of Sunshine e Chasing Ambulances. Sono più di tutto questa sensazionale copia e il citato brano d’apertura a lasciar intendere che un giorno non troppo lontano Marc potrebbe sbocciare. Siamo fiduciosi e nell’attesa del terzo disco riascoltiamo per l’ennesima volta in giorni la fragranza a base di violoncello, chitarra e voce di Chasing Ambulances.
(7.0/10)
Scheda: Octoberman
Pubblicazione: 01 Gennaio 2008
File under: Indie Rock
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