Recensione
100 Lovers Devotchka
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roots/folk Voti redazione e staff

Devotchka

100 Lovers

ANTI-

Il loro attimo di notorietà i quattro polistrumentisti di Denver (Colorado) che rispondono al nome collettivo di Devotchka lo hanno avuto nel 2006, quando firmarno alcuni brani della colonna sonora di un film, Little Miss Sunshine, che si è guadagnato una visibilità internazionale per certi versi inattesa. Con 100 Lovers arrivano al traguardo del loro quinto long playing senza che la formula sia davvero mutata. Quello che si nota è un avvicinamento al modo di amalgamare voce e strumenti che ricorda l'ultimo lavoro degli Arcade Fire. Ma questo, sebbene debba essere sottolineato, non tragga in inganno: stiamo pur sempre parlando di musica a base gitana, balcanica, caraibica e spagnoleggiante. Anzi, a volte queste influenze sono talmente forti che anche le parole cantate da Nick Urata assumono sfumature esotiche e, talvolta, inintelligibili.

Si comincia con una marchetta in crescendo, The Alley, adagiata su un letto di archi sognanti per proseguire con l'eco Arcade Fire che dicevamo di All The Sand In All The Sea e The Common Good (ma basata su di un hanclapping in stile flamenco). In mezzo, gli strumenti in reverse della stoppata One Hundred Other Lovers, che sa di Field Music al loro meglio. The Man From San Sebastian è tango-rock, mentre Bad Luck Heels è musica mariachi in salsa europea.

L'ultima fatica della band è un giro del mondo sonoro in dodici movimenti che lascia stupiti per la padronanza con cui i Devotchka parlano tante lingue musicali, ma che può far venire il mal di mare a chi si avvicina a 100 Lovers senza aver ben allacciato le cinture di sicurezza.

(7.0/10)

Scheda: Devotchka

Pubblicazione: 09 Marzo 2011

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