C’era qualcosa di strano nelle distorsioni di M.I.A., negli effetti giamaicani traslati con Switch nei viaggi Major Lazer e nei remix per svariati personaggi della scena electro (tra cui Beck, Bloc Party, Kanye West, Radiohead e Madonna fra gli altri). Diplo sotto sotto stava pensando a un’isola remota, un diggin’ infinito alle sue radici. Le roots del produttore più quotato dal mondo artistoide e modaiolo mesh-banghra-post-tutto sono guarda caso da cercare nel buon vecchio dancehall. Quello basico di una delle etichette che tra i Settanta e gli Ottanta hanno segnato il passo del genere nato a Kingston.
La veloce selecta di classici della Greensleeves contiene ovviamente nomi e pezzi da urlo. Uno dietro l’altro ci presenta delle cose che chi è andato un po’ più oltre Bob Marley, magari guardando alla purezza del dub e alle deviazioni oniriche del dancehall, già conosce: Joe Gibbs, Clint Eastwood, Prince Jammy, Gregory Isaacs (grandissima Night Nurse), Johnny Osbourne e Prince Far I tanto per citare i più famosi.
Mixare una compilation così non è facile (chi è in? chi out?), ma quello che Diplo propone è il taglio al punto giusto delle tracce e una varietà adatta per qualsiasi occasione. L’importante è celebrare la storia, riconoscere il dovuto rispetto ai maestri e non strafare con la tecnologia di mixing: quello che porta a casa il DJ di Philly in poco più di 50 minuti. Il cosiddetto dono della sintesi critica.
(6.9/10)
Pubblicazione: 28 Febbraio 2011
File under: Dancehall, Reggae
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