Recensione
La Sera La Sera
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Indie pop Voti redazione e staff

La Sera

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Non contenta di averci deliziato con il fuzz pop ricoperto di detriti lo-fi delle sue Vivian Girls, Katy Goodman, che alle ragazze di Brooklyn presta voce e basso, torna con un progetto che rappresenta la glorificazione dell’epoca aurorale del teen pop.

Con i suoi La Sera tira a lucido le melodie dei girl groups e intraprende un percorso lineare che dalle Velvelettes porta ai Talulah Gosh, seguendo il filo rosso della naiveté. Certamente la Goodman ha il dono della semplicità, sia livello vocale (muovendosi sul filo della stonatura, crea quella sensazione di precarietà un pò paracula che, diciamocelo, ci piace) che strumentale, giocando con l’immediatezza di riff e melodie, grazie alle quali riesce a portare a casa gioiellini pop che non raggiungono mai il traguardo dei tre minuti.

In brani come I Promise You e Never Come Around (di cui gira un bellissimo video che rilegge l'estetica pulp horror dei giornaletti di serie z, con grande ironia), gira al minimo la manopola del distorsore e insuffla più folk celtico che punk. Condisce il tutto con una produzione sontuosamente spectoriana che iperamplifica le ritmiche ed esalta riverberi della chitarra, coprendo con stile i vuoti di un arrangiamento minimale e trasformando ballate surf come Under The Trees (con i suoi soffici twang crepuscolari) un piccolo capolavoro di minimalismo pop.

Niente di nuovo sotto il sole, certo, ma dopo il successo di Best Coast e Wavves, act come i La Sera, restano fra le cose più cool che si possano ascoltare in ambito strettamente rock, anche se è difficile stabilire ancora per quanto.

(6.9/10)

Scheda: La Sera

Pubblicazione: 17 Febbraio 2011

File under: Indie pop

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