Recensione spot

Peaking Lights

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Not Not Fun

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La prolifica Not Not Fun tra alti e bassi ha recentemente licenziato il buon LA Vampires Featuring Matrix Metals (So Unreal, Not Not Fun, 2011) e ora, a pochi mesi di distanza, rifà il colpaccio con l'opera seconda del duo nerd sott'acido a nome Peaking Lights.

Rifugiati nel Wisconsin, lontani dalle palme losangeline della scena di provenienza, Aaron Coyes e Indra Dunis mettono a segno una rivisitazione On-U Sound con Adrian Sherwood a lasciar accumulare sporcizia lo-fi negli angoli di casa ed echi sparsi di Slits e New Age Steppers.

Sei tracce dalla lunghezza media di sei minuti ciascuna segmentano il mantra ossessivo officiato dal duo, a partire dal post-reggae ipnagogico della single track, cartina di tornasole di un disco che si muove al di qua di un dub allucinato, abbagli kraut, vizi new age primi Ottanta e spruzzate analogiche tardo Settanta.

E scusate se è poco: il giochino ormai noto di inumidire vecchie glorie in scolorina glo-fi è qui perfettamente calibrato, benché al solito c'è coolness là dove c'era battaglia e fur&gold là dove c'erano rasta e tette all'aria. La pratica hauntologica è invece giocata quasi sottobanco (si veda ad esempio la coppia di sei rovesciati sul pick-up di Aaron nel clip di All The Sun That Shines). Se il maschio ci mette la predilezione per oscillatori home made, la femmina intona neniette narcotiche care al ricettario due cuori, un synth e una capanna.

Sarà ossessione, sarà hype, ma la psych youth anni Duemila continua a mietere vittime e a fare proseliti anche tra gli addetti ai lavori.

(7.3/10)

Scheda: Peaking Lights

Pubblicazione: 14 Febbraio 2011

File under: psych-dub, glo-fi

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Francesca Marongiu

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