Recensione
Keep Your Eyes Ahead The Helio Sequence
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pop, shoegaze, electro, folk Voti redazione e staff

The Helio Sequence

Keep Your Eyes Ahead

Sub Pop

Stando alla scheda biografica redatta dalla Sub Pop, i dati più stuzzicanti sul loro conto sono “Portland” e “ex-Modest Mouse”. In realtà gli Helio Sequence hanno poco in comune sia con l’indie rock della città dell’Oregon - con il nuovo millennio, ormai una delle capitali incontrastate del genere, sia con il gruppo di Isaac Brook - nonostante Benjamin Weikel, metà della band insieme a Brandon Summers, vi abbia militato per qualche tempo.

Quello che piuttosto emerge da Keep Your Eyes Ahead, ritorno dopo uno stop di quasi quattro anni (Love And Distance è datato 2004), è un sound che richiede spazi più aperti della cameretta o del club indie (le velleità da stadio U2 / Doves di Hallelujah, l’immancabile strizzata d’occhio agli Arcade Fire nella title track), che alle schitarrate ’90-‘00 preferisce i synth ’80 (l’intro simil Kraftwerk di You Can Come To Me, la quasi house - ad altezza Beloved - di Captive Mind), che a certa sensibilità americana contrappone spleen di wave inglese e confortanti nebbie shoegaze-dream pop (Lately). Salvo poi giocare la carta del country-folk revival con tanto di santini Johnny Cash e Bob Dylan in bella mostra sul cruscotto (Broken Afternoon, la conclusiva No Regrets), o strizzare posticciamente l’occhio a “compagni di scena” come Spoon (il canto alla Britt Daniel di Can’t Say No), portando a casa anche un paio di melodie pop. Un bel mischione, insomma, per un album - e una band - che sa un po’ di tutto, e un po’ di niente.

(5.8/10)

Pubblicazione: 03 Febbraio 2008

File under: pop, shoegaze, electro, folk

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2008)

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