Recensione
Last Unthanks (The)
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UK folk Voti redazione e staff

Unthanks (The)

Last

Rough Trade

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A rendere il progetto Unthanks speciale, oltre la raffinata rielaborazione del folk albionico, è la capacità di impregnare ogni disco con lo spirito del momento che lo ha generato. Se l’opera seconda The Bairns ne imponeva quattro anni or sono il talento, Here’s The Tender Coming raccontava nel 2009 una formazione “vera” e capace di cambiamenti nella continuità. Oggi, Last ne conferma la natura multiforme nel solco della tradizione rinnovata, siccome un anno di frenetici impegni (film, televisione e teatro; collaborazioni sparse con Anthony & The Johnsons, Damon Albarn, Joan As A Police Woman; un bimbo in arrivo per Rachel, sposata con il collega di banda Adrian McNally) si traduce in un lasciapassare tra presente e futuro di robustezza e inventiva mai dome.

Figlio di un “aiutare” le cose ad accadere da sole che è in parte zen e in parte empirismo anglosassone, Last accosta originali, traditional  e una cover dei King Crimson - Starless, leggiadra e appassionata - senza che si notino cesure. Gioco di prestigio da  cantastorie che portano con sé la spontaneità e la saldezza di registrazioni svolte in un’antica sala da concerto e in una fattoria del nevoso Northumberland, lontani da cartoline vetero-hippie e fieri della propria chiarezza d’intenti. Pescando a caso in un felice ibrido d’intimismo ricercato ed epica trattenuta, impressionano la complessità solenne però asciutta di Gan To The Kye, una Close The Coalhouse Door prossima ai Rachel’s di Music From Egon Schiele, il Tom Waits riletto à la Nick Drake in No One Knows I'm Gone. Attestati di una classicità che guarda avanti partendo da lontano e che lontano ci arriverà. Anzi, che lontano è giunta di già, senza stanchezza né retorica.

(7.4/10)

Scheda: Unthanks (The)

Pubblicazione: 09 Marzo 2011

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2011)

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