Recensione
Stars Have Shapes Exploding Star Orchestra
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freejazz Voti redazione e staff

Exploding Star Orchestra

Stars Have Shapes

Delmark Records

È sufficiente concentrarsi sulla ragione sociale Exploding Star Orchestra per capire dove ci accompagna oggi Rob Mazurek – ma anche dove ci ha sempre condotto. La stella esplode, e noi guardiamo il big bang, parte di una platea che non può che essere interessata dalla portata cosmica dell’evento. L’esplosione non è affidata tanto a prime voci, a protagonisti, ma è disseminata coralmente nella collettività di un’orchestra. Non possiamo che pensare a Sun Ra, non nel sottotesto ma nel testo stesso della musica. Mazurek aveva probabilmente questo obiettivo in testa, quando ha deciso di chiamare così il combo multiforme. E Stars Have Shapes, doppia sottolineatura della questione, è il compimento del fine.

Conosciamo fin troppo bene il talento sconfinato di Rob nel saper creare con la musica dei mondi interi, se non rappresentazioni di universi. L’Exploding Star Orchestra, nella maturità più estromessa dal tempo che si possa pensare, procede mettendo a frutto una capacità che le sembra innata, ossia la tenuta di uno stato d’animo. Sulla lunga durata come sulla breve. La prima traccia (i venti minuti di Ascension Ghost Impression no. 2) è l’apoteosi del free jazz, un flusso libero, una destrutturazione supersonica che scatena una grande cacofonia patemica, in realtà scientifica come fosse elettroacustica. Questo è il nuovo mondo di riferimento che vediamo mostrare i muscoli sotto le briglie sciolte del jazz. È la composizione, il Novecento, la “colta” che prende forma nella complessità delle partiture apparentemente del tutto libere. L’altro brano lungo (Three Blocks of Light) è ancora un viaggio astrale, ma a diversa velocità, una lunga scia decostruita con micro-suoni avanguardistici.

Non esiste più la pertinenza locale, né l’antropologia di Chicago come un modello di mondo musicale. Come a dire che un’era è finita, e che la Exploding Star Orchestra – comunque chicagoana per organico e definizione - fa a meno di un luogo preciso per dialogare con la classicità contemporanea, e con uno stile irresistibile.

(7.4/10)

Pubblicazione: 14 Febbraio 2011

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