Recensione
In Field & Town Hayden
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sad-folk Voti redazione e staff

Hayden

In Field & Town

Hardwood Records

Chi conosce Hayden, ormai, saprà già che cosa aspettarsi da un suo nuovo album: sommesse canzoni autunnali ben fatte, ma che difficilmente lasceranno un duraturo segno nel cuore. Ferite che invece avevano profondamente inferto quei primi due album (Everything I Long For, 1995, e The Closet I Get, 1998) pubblicati dal Nostro e mai più qualitativamente avvicinati in seguito. In Field & Town, la sua quinta fatica, non rappresenta certo un’eccezione a questa sua piatta tendenza intrapresa dallo scoccare del nuovo millennio. Si badi bene: un livellamento artistico non certo da demonizzare eccessivamente. Questo canadese ha continuato a sfornare ottime ballate per piano e chitarra tanto brumose quanto infinitamente nostalgiche, ma purtroppo il confronto col passato l’ha confinato in un limbo difficile ora da spazzar via. Servirebbe un miracolo che anche stavolta sembra aver rimandato la sua salvifica epifania.

Nell’attesa non ci resta che farsi cullare dalle soffuse malinconie emanate da queste undici tracce, tutte basate sulla fine di un amore. Da registrare, rispetto al passato recente, una leggera virata generale verso sfumature più ariosamente pop che non dispiace affatto e che pone Hayden a metà strada tra Pedro The Lion e David Kitt. Episodi come More Than Alive, The Van Song e Barely Friends, per il loro impeccabile incedere, sarebbero quanto meno da desiderare di trovarli in ogni siffatto album. Ma per chi in tutti questi anni è rimasto dolorosamente in attesa di rimirare il malinconico svolazzare di quelle gialle foglie fatte cadere dal Nostro nella seconda metà dei Novanta, il miracolo resta purtroppo l’unica soluzione.

(6.0/10)

Scheda: Hayden

Pubblicazione: 27 Maggio 2008

File under: sad-folk

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