Recensione
The Night Stays Owls
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wave Voti redazione e staff

Owls

The Night Stays

RareNoise

“Se Ian Curtis e i Joy Division esistessero ancora, oggi probabilmente suonerebbero così”. A dar retta alle press-sheet spesso si prendono topiche assurde. Stavolta, parlando degli Owls, la definizione ci sta tutta. Quello proposto da un eterogeneo terzetto di veterani delle scene musicali più oscure e trasversali è infatti un suono dark-wave dal taglio apocalittico e dall’incedere cadenzato, tanto raffinato nei suoni quanto esoterico e gloomy nelle atmosfere.

Lorenzo Esposito Fornasari (voce, elettronica, già collaboratore di Bill Laswell), l’istituzione Eraldo Bernocchi (dalle asperità industrial anni ’80 coi Sigillum S alle collaborazioni a 360° con Mick Harris, Raiz, Jah Wobble ecc.) a chitarre, beats e elettronica e, udite, udite, mr. Sol Invictus Tony Wakeford, il leggendario eroe del neo-folk britannico (qui protagonista a voce e chitarra tagliente), prendono la tradizione più gotica del neo-folk british e della wave più scura e la tinteggiano di tappeti electro e bassi cavernosi non distanti dall’uso di Bristol.

Ne esce un disco di wave matura, algida e distante, di una eleganza unica e non dissimile da un altro disco del genere che tanto ci era piaciuto, il Venetian Book Of Dead di Unfolk. Una ottima fusione tra la voce di Wakeford, baritonale e esoterica, spesso raddoppiata da quella di Fornasari, la chitarra tagliente del menestrello inglese e i tappeti di elettronica tendente al beat “phat” dei compagni d’avventura. Ne escono panorami più o meno astratti (la lenta, sinuosa title track, l’evanescente God Is Right, il trip-hop made in 4AD di We Took This Land) o ibridi intriganti (l’ipotesi goth-western di I Am) che non sono che piccoli esempi di un gran bel disco inaspettato.

(7.2/10)

Scheda: Owls

Pubblicazione: 22 Febbraio 2011

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Stefano Pifferi (Album 2011)

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