I bassi e le periferie di Napoli cercano una via di fuga anche attraverso le vie del rap (e del rap in lingua), lo sappiamo, dai 99 Posse fino ad AleA. Ecco allora i Resurrextion. Cantato in dialetto e feat in italiano, basi ora nu-electro (come da titolo) ora ancorate a prestiti HH commerciale (con tanto di autotune), alla ricerca di una veracità da sbattere in faccia ai "finti intellettuali" che sicuramente non apprezzeranno. Sinceri, genuini e incazzati, i ragazzi parlano di quello che vedono per le strade (lo sbando degli scugnizzi che per andare a scuola devono chiedere il permesso allo spacciatore) e in tivvù (le trimalchionate del berlusconesimo). Si vede che l'impegno è tanto, il rappato scivola anche bene, ma sia su questo versante che soprattutto su quello delle basi è possibile fare molto di più, sforzandosi di non consegnare a tutti i costi al "pubblico" un'immagine del ghetto de noantri che faccia per forza rima con truzzo.
(5.0/10)
Scheda: Resurrextion
Pubblicazione: 08 Febbraio 2011
File under: rap
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