Recensione spot

Aucan

Black Rainbow

La Tempesta International

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È una vera e propria enciclopedia delle elettroniche degli ultimi 20 anni, il sophomore del trio bresciano formato da Dario Dassenno (batteria), Francesco D’Abbraccio (chitarra, synth, effetti) e Giovanni Ferliga (synth, voce, chitarra e sampler). Black Rainbow non somma soltanto ciò che è rintracciabile nelle influenze musicali del progetto, ma rielabora, fonde e confonde suggestioni, atmosfere e slanci in un magma personale. Portishead, witch-house, Autechre, nu-rave, hauntology, Warp, industrial, Planet Mu, dubstep si sfiorano, si toccano e copulano in un percorso che risulta alla fine riconoscibilmente personale. Proprio come nell’immagine di copertina: una esplosione di colori diversi che si fa paradigma del prisma sonoro tendente al nero racchiuso in Black Rainbow.

L’apertura spetta a Blurred, una bassa battuta impreziosita dalla voce di Angela Kinczly ed è subito spiazzante. Torna a galla l’Inghilterra dei primi ’90. Bristol per l’esattezza. Clangori industriali e voce suadente per un pezzo da brividi. Heartless – prossimo video e singolo – si ricollega subito a DNA, l’ep lungo che è vero embrione degli sviluppi del sophomore, col suo interplay tra synth volatili e batteria corposa calati in atmosfere da mood dimesso e notturno. Ma la carne al fuoco sacro e rituale dell’album è molta di più: evanescenze goth-bombastic quasi witch-house (Sound Pressure Level), idm primi ’90 in salsa impro-electro (Embarque), iridescenza tribal-ambient (In A Land), dubstep non canonico e posseduto (Away), bassi gonfi di scorie dub e cadenza da rave post-nucleare (Storm). Eccola la chiave di volta dell’intero album: l’electro del dopo-electro, il suono della cattedrale in dissoluzione, il dancehall del day after.

Black Rainbow è un disco oscuro e screziato, potente e denso, perfettamente equilibrato e magistralmente prodotto dallo stesso Ferliga (il guru della nu-electro Matt Colton provvede a masterizzare). Un disco in grado di rivoltare l’elettro(ck) di questi anni dal di dentro e lanciare una sonda verso il domani.

(7.4/10)

Scheda: Aucan

Pubblicazione: 16 Febbraio 2011

File under: electro-rock

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