Recensione
Telepathic L'Altra
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post-indie pop Voti redazione e staff

L'Altra

Telepathic

Acuarela Discos

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Lungo un decennio costellato di pochi e assai buoni dischi, L'Altra hanno tradotto in realtà un’idea post dei primi Everything But The Girl e/o dei Go-Betweens maturi. Nel senso che sapevano come modernizzare, mescolandola con elettronica lieve ed echi jazz, un pop al tempo stesso ricercato e sensuale. Qualcosa che parlava a cuore e mente sottovoce però con invidiabile chiarezza e raggiungeva l’apice nel secondo album del 2002, In The Afternoon. Si raccontava più che dignitoso il successore Different Days, col quale la formazione si raccoglieva attorno al nocciolo della cantante e tastierista Lindsay Anderson e di Joseph Costa, chitarrista e altra voce. Situazione immutata sei anni dopo per un ensemble che si conferma “aperto”, avvalendosi di Josh Eustis (Telefon Tel Aviv), Josh Abrams (Bonnie Prince Billy) e Marc Hellner (Pulseprogramming).

Dove Telepathic apporta novità è infatti in angoli ulteriormente smussati e strutture vieppiù lineari di curatissimi acquerelli indie-pop, che grazie al lieve “ammorbidimento” formale potrebbero regalare qualche soddisfazione di natura commerciale. Ottimi i risultati dove la band integra il passato alle nuove esigenze poggiandosi su una penna solida, come nella splendida Big Air Kiss (refrain sospeso, archi che feriscono) e nell’eterea (This Bruise), in una cupa Boys prossima ai Walkabouts e nel respiro neo-cameristico di Black Wind e Dark Corners II.

Qualche sbavatura - sebbene non grave - affiora nella seconda metà del disco, in un paio di tracce piuttosto melense e in una title-track che soccombe alla retorica strada facendo. Amici cari erano e lo rimangono, nonostante qualche capello grigio.

(7.0/10)

Scheda: L'Altra

Pubblicazione: 26 Febbraio 2011

File under: post-indie pop

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