La band irlandese-canadese-inglese di cui si era già parlato in occasione di The Cage Is Ulocked, l'esordio del 2009, torna sul luogo del delitto tirando fuori undici caramelle chamber-folk-pop fumettoso e divertente per continuare a raccontarci delle loro magagne sentimental-amicali, in pieno stile da cameretta. Le coordinate sono le stesse di allora, pop scanzonato tanto debitore alla tradizione british (i calchi Field Music di The Cake and Eating It, Escape Maps e You Told The Drunks I Knew Karate), quanto al folk irlandese (Little Islands, Where It Lands, Extremities).
Il problema per gruppi come i Zoey Van Goey non è tanto il saper intrattenere l'ascoltatore, ché le melodie qui presentate sono appiccicose quanto basta fin dal primo ascolto, ma la loro durata nel tempo. Non è sufficiente evocare per scrivere una grande canzone pop, bisogna avere la forza di trasfigurare la tradizione in un linguaggio proprio, magari andando a sporcare il proprio sound e la propria scrittura con influenze nuove come seppero fare i grandi padri del pop come i Beatles, i Kinks, i Beach Boys, giusto per citarne qualcuno.
Non che i Zoey Van Goey non possano farlo nel loro futuro, ma al momento pur risultando piacevoli, suonano comunque qualcosa che abbiamo già sentito altrove, senza che il loro tocco riesca a rendere indimenticabili le canzoni.
(6.5/10)
Scheda: Zoey Van Goey
Pubblicazione: 31 Gennaio 2011
File under: folk pop
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