Recensione
Impermanence Agoria
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melodic house Voti redazione e staff

Agoria

Impermanence

InFiné

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Un disco di elettronica pensato per essere ascoltato dall’inizio alla fine. Un disco che Sébastien Devaud - tra le menti della Infiné e tra gli organizzatori del festival di Lione Nuits Sonores - ha pensato di getto, invitando degli amici a casa a registrare. Tra questi Seth Troxler, uno dei più grandi spinners del momento che in Souless Dreamer tira fuori una voce da urlo, il mito per l’etichetta - già esaltato nel lavoro di Francesco Tristano - Carl Craig che presta la sua anima in una bomba come Speechless e per finire la voce splendida che non sembra nera (ma che invece lo è) di Kid A, la scoperta americana dell’uomo Agoria.

Un nuovo modo di ripensare l'house più melodica, che salta il passato prossimo del french touch e si ricollega di striscio a quel sentire che Air e St. Germain fra gli altri avevano potenziato con le loro proposte qualche lustro fa. Occhio però, non c’è lounge qui. L’unica cosa acustica che Seb tira fuori dal cilindro è il suono del pianoforte, uno strumento che ormai connota le solide basi della sua etichetta e un rinnovato interesse per la melodia in setting house di qualità (e quindi anima).

La non permanenza del titolo è l’essenza delle nuove proposte di questi ragazzi che svicolano dalla lezione snob della capitale e si affacciano in modo personale alle infinite stande del mondo del ritmo. Ben arrivato Seb.

(7.2/10)

Scheda: Agoria

Pubblicazione: 02 Febbraio 2011

File under: melodic house

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2011)

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