Primo passo sulla lunga distanza per i bolognesi Ofeliadorme dopo l'ep Sometimes it's better to wait del 2009. Le undici tracce di All harm ends here raccontano di un combo dall'aspetto (quasi) bifronte: elettrico in odore del più canonico brit-pop radioheadiano per le prime sei tracce, acustico o semiacustico dalla settima in poi, uno strumentale psychfolk dal titolo omaggio a Whitman Leaves of grass. A fare da filo rosso la voce lamentosa e allucinata, un po' Cat Power un po' PJ Harvey, di Francesca Bono e l'indole smussata negli angoli ma pronta alla deflagrazione sul ritornello del resto della banda: agli Ofeliadorme manca la zampata che li allontani da un calligrafismo onesto ma un filo soporifero, si veda la crescita poderosa di River che potrebbe essere qualcosa di più di una bella crescita poderosa e basta. Peccato, perché le liriche raccontano con la giusta tensione delle nostre quotidiane lotte con le paure, l'amore e i sogni dimostrando per una volta che l'utilizzo dell'inglese (Ian) non è solo un cespuglio dietro cui nascondersi.
(6.4/10)
Scheda: Ofeliadorme
Pubblicazione: 15 Gennaio 2011
File under: indie rock
Abbonati al feed di Luca Barachetti
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network










