Recensione
2 Deadpeach
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stoner-psych-rock Voti redazione e staff

Deadpeach

2

Go Down

Disco di difficile interpretazione, questo 2. Il ritorno del terzetto romagnolo mette talmente tanta carne al fuoco che è arduo intravedere delle linee direttrici. Lo stoner scorre sicuramente nelle vene del trio, e di quello bello possente. Diciamo di seconda generazione, altezza Nebula per capirsi. Ad esso appartengono di diritto numeri da circo come il panzer kyussiano virato Fuzz Orchestra di L’Ora o quello dell’opener Cameriere, tutto un susseguirsi di scatti in avanti e ralenti.

Poi tanta psichedelia. Di quella dura, muscolare e ipervitaminizzata, che flirta col fuzz di chitarra come nella migliore tradizione del garage-sound: ecco allora i migliori MC5 in overdose sul palco con i Blue Cheer (Universo) o le reminiscenze seattleiane più acide (dai Soundgarden agli Skin Yard) di Nel Bosco. Un pizzico di interesse in più lo fornisce la scelta del ritorno alle vocals in italiano: dalle curiose aperture semi-prog ’70 che rendono ancor più intrigante il sound delle già citate Cameriere, Universo o di Non Sarà, alla filastrocca post-Dadamatto di Le Scarpe Nuove offrono una cifra personale e meno canonica nell’innesto della lingua italiana su sonorità hard.

A fare veramente la differenza troviamo le due suite-monstre dell’album: Il Mattino (9 minuti)  attraversa psichedelia delicata e soffusa e pause prog con tanto di flauto alla Ian Anderson con esplosione rock-funkettona; mentre lo strumentale conclusivo  Bombay se la gioca di drone e loop, tra mantra e raga.

Disco difficile, sfaccettato e anomalo in un panorama a volte troppo cristallizzato. Bravi.

(7.0/10)

Scheda: Deadpeach

Pubblicazione: 14 Gennaio 2011

File under: stoner-psych-rock

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

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