Recensione spot
S/T II: The Cosmic Birth And Journey Of Shinju TNT Akron / Family
Cover image
folk-rock collettivo Voti redazione e staff

Akron / Family

S/T II: The Cosmic Birth And Journey Of Shinju TNT

Dead Oceans

Bookmark and Share Gallery

Set 'Em Wild, Set 'Em Free era un disco della ricucitura, del dopo Gira, del dopo fuoriuscita di Ryan Vanderhoof. In fondo dichiarava qualche debolezza di una delle band più importanti degli ultimi dieci anni. Gli AF non avevano mai temuto di essere semplici o complessi a seconda delle richieste del pezzo, e per dirla tutta di come gli andasse in quel momento. In seguito al capolavoro Love Is Simple, però, hanno avuto un po’ di timore di semplicità, come se essere eclettici fosse diventato un dovere della family, come se tenere insieme le diverse anime del combo fosse più difficile. Set ‘Em Wild, Set ‘Em Free era forse un modo di trattare questa specie di lutto interno, per quanto la separazione da Vanderhoof – ci assicurarono ai tempi – fosse avvenuta in termini sereni e consenzienti, e infatti si sentiva, all’interno di questo eclettismo ricercato, un tono minore nell’umore, anzitutto, una mancanza di vivacità colmata dalla complessità dalla ricerca.

Con The Cosmic Birth And Journey Of Shinju TNT vanno diretti al presente, si presentificano cioè con un nuovo disco omonimo (dopo il primo) e con tutta la positività - e la compattezza di produzione - da trip buono di cui sono capaci. Tornano i cori, la chitarra poderosa (dall’iniziale Silly Bears a So It Goes), la giovialità, l’euforia e la “collettività” 100% Akron/Family, su quel tema folk-rock collettivo che tanto abbiamo battuto qui a SA. Una percentuale piena che non a caso va di pari passo con un self-titled n° 2, l’esse-tì della maturità. Non c’è eclettismo ma un naturalissimo pescare nel variegatissimo ventaglio di possibilità che sta nelle corde Akron/Family e costruisce né più né meno che canzoni, splendenti pezzi di melodia e lieta arguzia compositiva.

C’è poi un’altra arma, l’ironia: nel titolo, nel fatto di aver composto il vulcano di idee musicali in un vulcano giapponese attivo (sull'isola di Hokkaido). Si prendono in giro da soli quando chiamano A AAA O A WAY un bozzetto di coro (stereotipico) di repente trasformato in sofficissimo soul. E a scala più ampia i tre Akron si rendono conto, da veri post-hippy, di quanto sia improbabile e improponibile essere realmente come loro, e del resto chi del gruppo ha davvero (senza il distacco dell’ironia) fatto una scelta massimalista e definitiva (vetero-hippy, forse) è proprio quel Ryan che ha deciso di separarsi dai compagni e di andare a vivere in una comunità buddista. I superstiti rimangono su quella soglia che, quando ci trova a proprio agio, diventa solare e canzoniera, senza perturbazioni e jam (i tre nel 2010 ci hanno già dato dentro in Totem 1, una sorta di replica di Meek Warrior, ma in sordina, pubblicato online qualche mese fa), e produce dischi capaci secondo il produttore Chris Koltay di “trascendere le forze di Internet”. In grado, questo lo possiamo dire anche noi, senza preveggenza, di dimostrare che la band è ancora nel pieno delle proprie forze creative.

(7.4/10)

Scheda: Akron / Family

Pubblicazione: 07 Febbraio 2011

File under: folk-rock collettivo

| Archivio
Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2011)

ON Tour
  • Dal 09 Agosto al 12 Agosto Akron / Family
    Ypsigrock
    Palermo
Rss
copertina pdf #91