Recensione
Old Friends I Was A King
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60s rock/pop Voti redazione e staff

I Was A King

Old Friends

Sounds Familyre

Nel sempre vivo filone del rock/pop nostalgico di un decennio dorato come gli anni Sessanta si inseriscono anche gli I Was A King dalla Norvegia, paese da cui provengono anche i Jessica Fletchers, nostalgici pure loro. Per gli I Was A King si tratta della seconda prova, a distanza di un anno dal precedente Losing Somenthing Good for Something Better, nel quale cercano di sfruttare la spinta positiva ricevuta dalle testate soprattutto inglesi.

Per raggiungere lo scopo, la band si è spostata a New York per registrare al Marlborough Farms di Brooklyn e ha potuto così contare su una serie di amici dai nomi importanti che sono passati a dare il proprio contributo al disco: Sufjan Stevens, Gary Olson (Ladygub Transistor) ed Emil Nikolaisen (Serena Maneesh). Il risultato di questo vai e vieni dallo studio, pur senza eccessi picchi negativi, è un disco disomogeneo e meno personale rispetto all'esordio. Ci sono gli echi continui della stagione musicale preferita dai norvegesi, sebbene l'apertura del disco sia affidata a un tiro rock quasi nu-wave.

Ma è solo un'impressione passeggera e il resto del programma si snoda nei classici territori Sixties: un po' di sani Beatles (Unreal, Snow Song), i R.E.M. più retrò di Shining Happy People (Forgive and Forget), i Big Star (Wylde Boys). Della combriccola hanno fatto parte anche un compositore di classica moderna come Joshua Stamper e il batterista jazz Kevin Shea. Non si sa in cosa sia consistito il loro contributo, avendo Old Friends tutte le stigma del nostalgic pop più classico e meno d'azzardo che si possa immaginare. Stramberie dei norvegesi, probabilmente.

(6.3/10)

Scheda: I Was A King

Pubblicazione: 03 Gennaio 2011

File under: 60s rock/pop

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