Recensione spot
White Wilderness John Vanderslice
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chamber pop Voti redazione e staff

John Vanderslice

White Wilderness

Dead Oceans

Bisognerebbe lasciarle ai padri padroni della farsa che la gente ancora chiama “gioco del calcio”, la fretta di arrivare e l’ansia di risultato. Così che almeno gli artisti possano ancora, in questo povero mondo affondato dalla voglia di appagamento immediato, trovare e soprattutto volere il tempo per crescere. Finora, di fatto, John Vanderslice aveva “soltanto” accennato doti e potenzialità innegabili lungo sette album, quale più e quale meno ispirati a modelli autoriali da spezzar le ossa a pressoché chiunque. Saliscendi non privi di pregi in cui  Magnetic Fields, Eels e Stuart Murdoch indicavano un altro americano con Albione nel cuore, pieno di buoni propositi epperò irrisolto e in cerca di personalità.

Che diresti infine giunta in queste nove tracce, allestite in collaborazione con la ventina di membri dalla Magik*Magik Orchestra e costruite attorno a un pianoforte in ascendere melanconico, a qualcosa che rammenta un Eric Matthews di nuovo brillante giunto a scacciare i demoni di Elliott Smith. Senza tralasciare arguzie e improvvise incursioni in un dopo-folk urbano senza pretese di algido intellettualismo, come il rimanente arrangiate e condotte da Minna Choi in quel di San Francisco sotto la supervisione di un John Congleton per una volta misurato.

Mezz’ora che scorre in un battito di ciglia e trasmette calore nello spirito e dove una Sea Salt d’imperiosa, mossa drammaticità anni ’50 e il sensazionale commiato 20K (una Pyramid Song ridotta all’osso e illeggiadrita, nientemeno) sigillano esuberanza sposata a complessità (Convict Lake, The Piano Lesson), umori meditativi (English Vines, White Wilderness) e un ragionar d’esistenza in buccia di canzone (Alemany Gap, After It Ends). Desidereresti indagare i perché e i percome di siffatta uscita dal bozzolo, non sorgesse il sospetto che, a volerla spiegare ad ogni costo, la magia potrebbe svanire. Non sia mai, con la fatica fatta per raggiungerla.

(7.6/10)

Pubblicazione: 17 Gennaio 2011

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2011)

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