Recensione
Grown Unknown Lia Ices
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Folk, Pop Voti redazione e staff

Lia Ices

Grown Unknown

Jagjaguwar

Allontanandosi un po' dal pop acustico, con Grown Unknown Lia Ices prende anche vaghe distanze dal mood à la Cat Power che aveva caratterizzato il precedente Necima e si avvicina a un sentire etereo simil-Enya. Accentuati gli esotismi e aumentato lo spazio degli  archi, l'album si caratterizza per una spiccata assenza di pezzi portanti. Nonostante la vocalità precisa della Ices ne esca confermata, nulla davvero eccelle, ma soprattutto quasi nulla resta ad eccezione di una Little Marriage prossima alla Sea Of Love cantata da Ms. Chan Mashall.

Niente di nuovo, a pensarci bene, considerando come anche in Necima sembrasse esserci la sola Many Moons a reggere le regole base del folk sulle quali la cantautrice sembra costruire i suoi album. Sospensioni vocali, stacchi e quel pianoforte che troppo spesso pare soltanto accompagnare i risvolti del cantato finiscono alla lunga per appesantire l'ascolto senza sostanziarlo. Grown unknown è un lavoro piccolo, ben prodotto ma con buone probabilità di finire nel dimenticatoio. Anche in quello dei cultori del genere.

(5.3/10)

Scheda: Lia Ices

Pubblicazione: 23 Dicembre 2010

File under: Folk, Pop

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