Davvero difficile tenere dietro a James Toth, il songwriter del Kentuky che dal 2004 si è fatto conoscere come Wooden Wand and The Vanishing Voice. Qui la seconda parte del nome è definitivamente caduta, ma nel 2007 aveva già annunciato che non avrebbe più usato alcuna sigla, per cui aspettiamoci ulteriori cambiamenti. Quello che, invece, non cambia nel corso degli anni è l'incapacità di stare fermo: in sette anni di attività discografica ufficiale, gli album (se abbiamo contato bene) sono una decina, ma se ci mettiamo anche i CD-R e i vinili di diversi formati, perdiamo facilmente la bussola.
Altro pilastro inamovibile della produzione di Toth è la qualità media dei suoi lavori: tutti sopra la media e c'è da chiedersi che cosa sarebbe in grado di fare se si fermasse un attimo e scremasse ulteriormente. Forse sarebbe la morte della sua creatività, perché crediamo che molto del suo folk/country polveroso e sanguigno sia da ricercarsi nella tradizione girovaga dei musicisti che hanno guardato al Midwest americano come la fonte di un'epica e di un'estetica, di tutti quelli che non sapevano stare fermi. Nelle note stampa vengono chiamati semplicemente per nome: Willie (Nelson), Waylon (Jennings), Merle (Haggard), Hank (Williams). Tutta gente nata tra gli anni Venti e Trenta. Gli anni della Grande Depressione, delle migrazioni interne verso la California cantate nelle Dust Bowl Ballads di un altro gigante come Woody Guthrie.
Per questo Death Seat, Toth ha messo insieme dodici brani tra i migliori della sua carriera, coadiuvato dall'attenta produzione di Michael Gira e da uno stuolo di amici che comprendono membri dei Lambchop, dei Silver Jews, dei Mercury Rev e altri. In comune: gli orizzonti senza confini delle praterie e il deserto. Difficile scegliere tra i brani: tra il ritratto movimentato di Bobby e il Bob Dylan da giovane di The Mountain, la tradizione di Servant To Blues o l'intimismo di Tiny Confessions. Tutte potrebbero essere state scritte in qualsiasi epoca.
(7.3/10)
Scheda: Wooden Wand
Pubblicazione: 21 Dicembre 2010
File under: country-folk
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