Recensione
Manzoni manzOni
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canzone d'autore Voti redazione e staff

manzOni

Manzoni

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L'esordio dei ManzOni è canzone d'autore imperfetta ma dai significati forti, con un vissuto personale che stravolge le estetiche consolidate a far da chiave interpretativa. Un grumo di intensità poetica mascherata da sfogo prosaico e quantomai terreno, come terrena è anche la disperazione sfibrata che si respira nelle nove tracce della scaletta.

I cinquantasette anni di Gigi Tenca (già Maladives) generano testi lineari e poco inclini a perdersi in metafore gratuite, citano una quotidianità lontana dalle rime, affittano una voce roca e sgraziata che sa di troppe sigarette fumate. Spigolosi e umani come i giorni dell'Edda solista – stilisticamente lontano anni luce ma ugualmente pregnante –, del Pasolini intensissimo degli Ultimo Attuale Corpo Sonoro o magari del Ciampi più amaro. Paragoni che possono poco, se non sottolineare le virtù involontariamente catartiche di materiale che rimane comunque instabile, da interpretare, a metà strada tra il racconto e lo sfogo personale, il climax e l'autoterapia.

In quest'ottica la musica fa quello che deve, ovvero traghettare le parole dando loro una scenografia semplice in cui muoversi. Un ripetersi a oltranza costruito sulle chitarre, la batteria e i loops di Fiorenzo Fuolega, Carlo Trevisan, Emilio Veronese, Ummer Freguia che rimanda al blues ma al tempo stesso è legato al folk, al post-rock, alla musica d'autore. Tanto per sottolineare che anche per la parte strumentale non si ragiona per generi o schemi prefissati, ma per umori momentanei, crescendo, spunti quasi naïf che deflagrano (ascoltatevi Tu sai e capirete cosa intendo).

Il risultato non è solo un bel disco, ma anche un disco onesto. Con tutti i pro e i contro del caso.

(7.2/10)

Scheda: manzOni

Pubblicazione: 16 Dicembre 2010

File under: canzone d'autore

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