Così va la vita: la spendi in gioventù da artista di culto; alla mezz’età ricevi omaggi da Geni tuoi pari e torni sulle scene pieno d’entusiasmo, così che il villaggio globale ti permette di lavorare praticamente con chiunque. Questa in sintesi la vicenda dei Lilies, ovvero David - a capo dei francesi Tahiti Boy - e Sergio Dias di Os Mutantes, incontratisi dopo che in un’intervista radiofonica il primo aveva espresso la propria adorazione per questi ultimi e scopriva che il miglior amico del dj era il genero di Sergio. Una settimana dopo il giovane David riceveva una richiesta di collaborazione, concretizzata nel marzo 2009 da una manciata di confetti popedelici impreziositi da ospiti d’eccezione (Iggy Pop per la rutilante, autoironica Why?; Jane Birkin nella delicata ballata Marie).
Tra una citazione colta e l’altra, piacciono il livello costante e il taglio sixities di scrittura e arrangiamenti, solo talvolta macchiati da qualche perdonabile scivolone. Se oggi l’insieme non può più stupire, nondimeno regala cose belle assai: su tutte i Beatles del ’67 che infilano universi in micro-punte (Over My Head), James Brown che si riappropria del telaio ritmico di Taxman (O Mar), l’acid-beat venato lounge di Meninas e del tradizionale brasiliano Oh Bahia. Pop acuto e policromo per grandi, piccini e tutti gli altri che stanno nel mezzo.
(7.0/10)
Scheda: Lilies
Pubblicazione: 30 Dicembre 2010
File under: neo-tropicalia
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