Recensione
La Leva Cantautorale degli Anni Zero AA.VV.
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canzone d'autore Voti redazione e staff

AA.VV.

La Leva Cantautorale degli Anni Zero

Ala Bianca

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Club Tenco e MEI si uniscono per questa raccolta in doppio disco che mira a rappresentare la nuova generazione cantautorale nelle sue varie sfaccettature. Trentasei i nomi coinvolti, tutti sotto i quarant'anni, e una buona occasione per testare lo stato di salute del novello songwriting italico seppur con qualche inevitabile mancanza (Brondi in primis), anche se sono gli stessi promotori a smentire qualsiasi pretesa di esaustività.


Scorrendo la tracklist i nostri lettori troveranno parecchie conoscenze, alcune protagoniste delle indiecronache degli ultimi anni (Brunori SAS, Samuel Katarro, Dente, Dino Fumaretto, Patrizia Laquidara, Beatrice Antolini, Ettore Giuradei, Mariposa, Amor Fou), altre con ruoli mediatici più di contorno (Jang Senato, Petrina, Denise, Giancarlo Frigieri, Simona Gretchen) e altri ancora decisamente da scoprire. Non volendo ridurre questa recensione ad un mero elenco segnaliamo fra gli appartenenti a quest'ultima categoria alcune proposte da tenere d'occhio.

Vedasi in apertura di primo cd Roberta Carrieri in un tre quarti folkeggiante dalla melodia ariosa intitolato Il valzer dei tre giorni – migliore rispetto alle cose ascoltate nel debole esordio – e più in là lo spaurito e lievemente surreale Matteo Castellano con l'acustica e gli schizzi di korg della breve, a dispetto del titolo, Innamorato lungo; mentre la chiusa è di un tradizionalissimo ma emozionale Alessio Lega con I baci.

Più fecondo il secondo disco, che contiene peraltro gran parte dei nomi citati prima: l'apertura è di Piji, archeologo dei repertori di Natalino Otto e compagnia qui in spleen Modugno-Bacharach con l'elegante Un vestito di canapa; a metà scaletta Paolo Simoni stupisce a fronte di un esordio scialbo con la dalliana Fiori su sassi – ovvero quando l'intensità annichilisce l'essere derivativi; subito dopo i Bastian Contrario, sotto l'egida di Maroccolo, iniettano sensazioni ipnagogiche nella vibrante Parla tu per me; non ultimo Alessandro Orlando Graziano, un disco nel 1999, vibra anch'egli con la sontuosa Aiutami a innamorarmi di te, piccola perla commuovente di una controparte maschile della Patty Pravo più angelica e disperante.

Presa nel complesso, La Leva Cantautorale degli Anni Zero paga qualche ancoraggio di troppo ad una tradizione satura(ta) e qualche scelta opinabile sul fronte delle liriche, vittime di quel brutto corto circuito che sacrifica l'urgenza ad una non meglio precisata idea di Poesia – mentre la poesia è solo con la p minuscola, un genere come gli altri, e maiuscole dovrebbero essere invece le parole: segni inattesi e trafiggenti. Tuttavia il livello generale è buono e i due dischi scorrono piacevolmente, il secondo più che il primo. La canzone d'autore italiana sta vivendo una lunga fase di transizione, nella quale è vitale che la classicità venga rimescolata e rinnovata nei linguaggi. Plauso a chi ha organizzato e promosso, seppur un filo in ritardo sui tempi in mutamento, un'opera che si rivela promettente senza essere sconvolgente. E che il titolo degregoriano sia di buon auspicio e non diventi una sempiterna zavorra.

(6.8/10)

Scheda: AA.VV.

Pubblicazione: 15 Dicembre 2010

File under: canzone d'autore

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2010)

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