Recensione
Shut Up And Dance! Updated AA. VV.
Cover image
ambient ballet Voti redazione e staff

AA. VV.

Shut Up And Dance! Updated

Ostgut Ton

Bookmark and Share Gallery

L’electro si insinua sempre di più nel panorama della musica contemporanea “classica”. Come già l’anno scorso avevamo assistito all’eccellente tributo della London Sinfonietta su Warp, e come in questi giorni abbiamo visto il guru Stockhausen inserito nel programma di Dissonanze insieme ai Books o ad altri alfieri del glitch, così questa produzione tedesca ci riporta sul palco (del balletto). Insomma al dancefloor “per intenditori”.

Le musiche raccolte per l’esibizione dello Staatsballet di Berlino sono piacevolmente distanti dall’immaginario del balletto post-romantico e starebbero bene in qualsiasi compilation della Raster-Noton o della ~scape: paesaggi glitch siderali, costruiti sul suono e sull’effetto minimal-techno, sonorità post-dub, discussioni al limite del minimal sinfonico. L’innesco di nsi. -ad esempio- ci fa intravedere attraverso tendaggi di arpe(ggiatori) cosa potrebbe diventare il chill-out dopo l’incontro con la techno misurata di Pole, la mistica progressive post-Tangerine Dream di Âme riattualizza il suono electro-krauto degli anni ‘80 e lo riporta a nuova vita, prato perennemente fiorito di beat in crescendo su pattern per nostalgici dei sequencer Amiga. Luciano ritorna per qualche momento ai vocoder del Tour De France kraftwerkiano, mentre la conclusiva Symphony For The Surrealists è una splendida ninna nanna à la Satie, un piccolo gioiellino mozartiano fatto di glockenspiel filtrati con archi a tinte pastello e con percussioni caldissime.

Un progetto che confina con l’ambient, ma che in più costruisce un ponte sullo stretto che divide il palco dei teatri dal rave, la classicità dalla “sporcizia” imperfettamente voluta del glitch, quegli azzardi che si intravedevano nei miscugli off-jazz di Amon Tobin e nelle notti open air degli Orb. La lezione dell’ormai sepolta new age, ritorna qui con il suo unico punto di forza: musica come meltin’ pot tra idealismo da studio e anima (ovviamente) black.

(6.7/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 01 Giugno 2007

File under: ambient ballet

| Archivio
Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2007)

Rss
copertina pdf #91