Un po’ come aveva fatto Moby qualche anno fa, anche oggi il duo più furbetto dell’hip-hop contaminato ritorna con un album che rivisita la tradizione black/blues americana e la riporta ad orecchie post-00. Cavalcando l’onda americanissima della rilettura delle radici, Danger Mouse e Cee-Lopartono con una raffica di singoli che sicuramente spopolerà nei prossimi mesi. Il “mainstream illuminato” (vedi ad esempio la pletora di Grammy guadagnata poco tempo fa dalla Winehouse, un nome che si affaccia più al jazz ma che in fondo attinge sempre e comunque dalla tradizione blues) non è più un affare per pochi, tanto che oggi sembra quasi “consigliato” usare o proporre canzoni che varino tra stili per lo meno affini. Parola d’ordine: eterogeneità controllata.
Come bravi maestrini del pop i due rimescolano l’estetica dei Novanta con la N maiuscola: i nomi che saltano in mente sono i Gorillaz per il rock (di cui Danger è già stato produttore), Beck per il blues e i Rootsper l’hip-hop. Qui, dato che si è già rischiato tempo fa, non ci si può discostare dal ritmo facile, dalla melodia inevitabilmente pop. Ma - per fortuna - pop non è sinonimo di banalità.
Gli arrangiamenti ben curati dei rockettini pieni di coretti accattivanti (Charity Case e Going On), il blues iperclassico di Who’s Gonna Save My Soul, il bellissimo viaggio onirico post-Tricky (Open Book), la ripresa di stilemi sixties e western (Surprise), il funk nerissimo di Rune gli altri blues spacey, rendono questa seconda prova un viaggio
postmoderno su quello che deve essere il blues: matrice del nostro
essere contemporanei.
La strana coppia ha ancora molto da
costruire per proporre un classico, ma già oggi con questo nuovo disco
sentiamo che i tempi per la maturazione si stanno accorciando. I nuovi
Blues Brothers? Staremo a vedere.
(6.5/10)
Scheda: Gnarls Barkley
Pubblicazione: 28 Maggio 2008
File under: nu-americana hip-pop-blues
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