Recensione
Delicacies Simian Mobile Disco
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deep tech-house Voti redazione e staff

Simian Mobile Disco

Delicacies

Delicacies

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James Ford e Jas Shaw l’anno scorso hanno stampato troppi singoli. Ora li raccolgono in un nuovo album. Delicacies (chiamato così perché ogni singolo è un piatto) è un doppio di classe che raccoglie le tracce unmixed nel primo disco e un bel mix delle stesse (con qualche variazione) nel secondo ciddì. Praticamente tutto quello che andavano a testare nei palchi di mezzo mondo i due grandi DJ britannici. Prima si fabbricavano il vinile in casa (il titolo dell'album è anche lo stesso nome della loro neonata label) e poi via di dancefloor.

Il risultato è una botta. Il loro ritorno è di quelli pesanti. Perché se pensavamo che si fossero ammosciati (vedi la caduta con Temporary Pleasure), con queste bombe li ritroviamo più pimpanti che mai nel loro lato più deep e squadrato. Non più le tracce di electronica mezzo cantata che ci avevano fatto sognare con Attack Decay Sustain Release (Hustler su tutte). Qui il viaggio prende la via della deep, il tunnel che non ti aspettavi ma che ossessivamente ti riporta alla dannazione da club (Nerve Salad), all’acidità che ti spiazza in camere e in echi di autechriana memoria (Thousand Year Egg), ai brividi oscuri che riportano sul piatto il ricordo Plastikman (Hákarl, Fugu) o i downtempo con le aperture e i crescendi che sono il loro marchio di fabbrica (Sweetbread) e per chiudere anche gli accenni '80 (Ortolan).

Un disco da trip come non se ne sentivano da molto tempo. Senza compromessi, i ragazzi si sono liberati di limitanti catene contrattuali e hanno trovato la loro strada con la loro label indie. Keep on going guys. E occhio a non strafarvi! Acidissima fine anno per i nostri timpani.

(7.4/10)

Pubblicazione: 09 Dicembre 2010

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2010)

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