Dopo quasi quindici anni di carriera discografica – Karate, Secret Stars e solista –, dopo aver partecipato a moltissimi progetti altrui, non ultimo quello dei nostrani Ardecore, Geoff Farinasi affaccia sul 2008 con una creatura nuova di zecca: i Glorytellers. Formazione messa su insieme al suo amico batterista di sempre Gavin McCarthy, più altri protagonisti della scena post-rock statunitense. Cosa aspettarci stavolta, dopo che il Nostro ha già pienamente dimostrato il suo talento compositivo svariando in generi musicali più disparati? La risposta è: niente. Assolutamente niente. Questo nuovo progetto non apporta nessuna significativa modifica a quanto fatto da Farinain tutti questi anni. Ma ciò non deve essere intrapreso come una nota negativa. Assolutamente no. Perché ciò che ci ha sempre fatto parlar bene dell’unica cintura nera del panorama indie internazionale è la caratura qualitativa delle sue canzoni, il piacere d’ascolto che ne scaturisce, a parte qualche piccolo incidente di percorso avvenuto negli ultimi Karate.
E quest’album non ne rappresenta certo un’eccezione. Si avvicina, forse più di ogni altro suo progetto, alla tradizione folk americana. E lo fa in maniera impeccabile. Certo qua e là sono rintracciabili richiami al passato più o meno recente: le fughe post-rock dei primi Karate (Quarantine), il folk scarno e malinconico dei Secret Stars (Tears Of...) e le derive jazz degli ultimi periodi (Anonymous). Ma nell’insieme Glorytellersresta un buon album in puro stampo cantautoriale folk blues, segnato immancabilmente da quell’inconfondibile incedere chitarristico del Nostro. Le canzoni, che superano raramente i quattro minuti di durata, sono tutte ballads caratterizzate dal tono sommesso e malinconico del cantato, senza mai perdersi in code strumentali fine a se stesse. Su tutte da segnalare le bellissime Pry e Perennials, poste in chiusura, e un omaggio al Bel Paese con Trovato Suono, per metà cantata in italiano. Insomma è sempre una bella sensazione lasciarsi rapire da questo cantastorie, stavolta addirittura “glorioso”.
(6.8/10)
Scheda: Glorytellers
Pubblicazione: 15 Febbraio 2008
File under: folk
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