Recensione
Northern Aggression Steve Wynn
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rock Voti redazione e staff

Steve Wynn

Northern Aggression

Blue Rose Records

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Cos'altro dire di quest'uomo che non sia stato detto? Antieroe rock per eccellenza, uno che gli vuoi bene per l'onestà e l'intensità, e pazienza se non è originale, se non prefigura il nuovo che avanza. Ad ognuno il suo, ed il suo Wynn lo fa bene da un pezzo, lasciandoci sempre un po' di cuore. Non a caso la seconda giovinezza artistica di questo splendido cinquantenne è iniziata quando, ormai dieci anni fa, imbastì questa nuova band, i Miracle 3, trovandocisi così bene da sposarsi addirittura la (bella) batterista. Fu davvero una specie di miracolo, il doppio Here Comes The Miracle, anno 2001, ovvero l'annuncio della persistenza del graffio paisley negli anni zero.

Quanto al nuovo decennio, ci pensa questo Northern Aggression: undici tracce dalla pensosità aggressiva, dall'inquieta disinvoltura, dal palpitante abbandono. Ok, è il suo solito rock'n'roll travagliato e letterario che paga pegno all'arte dei Dylan, dei Petty, dei Reed, declinandone il verbo in una caligine psichedelica dove aleggiano spettri Buffalo Springfield e Gun Club, ma anche ectoplasmi kraut e new wave. E va benissimo così. Ballate come la mesta St. Millwood e la strascicata Consider The Source, spasmi funky-errebì come We Dont Talk About It, cavalcate acide come Resolution e up-tempo trepidi come No One Ever Drowns faranno la loro porca figura accanto alle gemme di un repertorio che si avvia a diventare leggenda.

(7.1/10)

Scheda: Steve Wynn

Pubblicazione: 23 Dicembre 2010

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