Recensione
Nord Ike Yard
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minimal / post-punk Voti redazione e staff

Ike Yard

Nord

Desire

Gli Ike Yard approdano nel nuovo millennio. Vecchie conoscenze di una new wave oscura e minimale, i nostri si ripresentano sulle scene con questo nuovo disco a quasi trent'anni da quella piccola gemma che fu Untitled (conosciuto anche come A Fact A Second), mistura post-punk/proto-techno dal groove ridondante e ossessivo, che rimane l'unico full-length dato alle stampe prima dello scioglimento datato 1983. Da lì in poi solo una raccolta di successi e inediti nel 2006 (1980-1982 Collected), e adesso questo Nord, con cui gli Ike si propongono al pubblico praticamente nella formazione originaria (eccezion fatta per la defezione di Fred Szymanki).

La continuità di identità in questo caso è anche garanzia dal punto di vista musicale, che cambia la forma ma non la sostanza del proprio essere, vale a dire un'elettronica poliritmica, fredda, che spesso recupera l'eredità lasciata dal sopracitato Untitled. E' il caso della cavalcata Orange Tom di piena ispirazione Suicide o di  Oshima Cassette, brano tessuto da una linea di basso ipnotica ad incastro con la batteria digitale, in cui si innesta la voce strascicata di Stuart Argabright che sembra fare il verso a Ian Curtis.

Ad ampliarsi dunque è il panorama, che diventa più variegato, fatto di derive dubstep sapientemente rielaborate come nell'iniziale Traffikers, in Mirai (cover di un brano dei giapponesi Back Horn capace di avvicinare i Massive Attack ad un clima post-apocalittico alla Vex'd) o Beautifully Terribly, che accenna anche ad un tiepido calore emotivo. Poi un paio di episodi avant-folk, come l'elettroacustica percussiva diShimmer e Metallic Blank, che alla tipica struttura voce-chitarra sovrappone un basso elettrico pieno di riverberi, elementi drone, echi vocali orientaleggianti.

Un disco ibrido quindi, che non guarda troppo avanti ma piuttosto si impegna a riattualizzare il proprio sound costruendo un ponte tra passato e presente, tra le radici electro-post-punk e le ultime tendenze made in London. E se il risultato finale non passerà agli annali, sicuramente rimane un buon viatico per la resurrezione della band.

(7.0/10)

Scheda: Ike Yard

Pubblicazione: 11 Dicembre 2010

File under: minimal / post-punk

Stefano Gaz

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