Recensione spot
Namegivers' Avenue Fauve! Gegen A Rhino
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ambient-noise Voti redazione e staff

Fauve! Gegen A Rhino

Namegivers' Avenue

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Un rumore bianco memore di brutture nippos o whitehousiane che si apre verso lande ambientali dall’aroma classicista. Si presenta così il comeback dei Fauve! Gegen A Rhino, nome ambiguo per un trio di ventenni irriverenti e ambiziosi che già con l’esordio autoprodotto dell’anno scorso, Geben, aveva inaugurato un canale preferenziale nelle musiche meno ortodosse. Citando qua e là rimasugli dello Smell sound e della new tribal america – da Aa a Mahjongg, passando per Health – virati però elettronica multiforme – krauta, mitteleuropea, minimalista, alla Kompakt, Moor, Mego e in ogni salsa – i tre imbastiscono anche nel comeback (o esordio pseudo ufficiale che dir si voglia) un suono originale, multiforme e cangiante. Se la base di partenza è quella di Geben, in Namegivers' Avenue si va di dada-architettura e spazi borgesiani.

Minimal techno in modalità raga sciolta in arpeggi di chitarra liquidi e al sapor di post- (Work In Progress), atmosfere diafane e ambientali come un Brian Eno marcito e ossessivamente reiterato (A Bridge For The Sky (To Yona)), idm rivoltata a botte di tribalismo industrial e Orbital in viaggio su Metropia, slanci di disco-house liquefatta e imbastardita con la cerebralità del post-rock e la fisicità del noise, non sono che accenni di ciò che offre Namegivers' Avenue.

Musica concettuale e insieme fisica, innovativa eppure riconoscibilmente rock, che sceglie percorsi meno battuti e di una avventurosa ambizione. L’unica definizione non banale ma onnicomprensiva degli zigzaganti orizzonti del terzetto, che ci viene in mente è quella che essi stessi ci offrono: tribal psych noisetronica. Da seguire, senza alcun dubbio.

(7.3/10)

Pubblicazione: 29 Dicembre 2010

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Stefano Pifferi
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