Recensione
Dead Seas Head Of Wantastiquet
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weird-folk Voti redazione e staff

Head Of Wantastiquet

Dead Seas

Conspiracy Records

Dismette temporaneamente i panni di componente del collettivo Sunburned Hand Of The Man, Paul Labrecque, e riesuma il suo alter ego in solitaria col quale aveva incantato un paio di anni addietro nell’esordio ufficiale Mortagne.

Da poco trasferitosi in Belgio, nuovo e indiscusso eldorado delle musiche off, Labrecque a.k.a. Head Of Wantastiquet non si allontana dalle lande sonore della casa madre e si muove in splendida solitudine sui terreni scoscesi e avventurosi di una nuova e rinvigorita weird america. Primitivista e in totale comunione con la natura, spirituale e fatata, a volte quasi posseduta dai demoni delle foreste, la musica che esce dalle poche corde toccate dal musicista americano è quanto di più toccante ascoltato negli ultimi anni.

Inni psichedelici per solo banjo, space-folk dai toni apocalittici e crepuscolari, chitarrismo psych riverberato e ipnotico sono di volta in volta gli strumenti usati dalla mano di Labrecque: una mano e una sensibilità sincere e sentite, mosse in una sorta di preghiera rituale alla grandezza della natura che lo porta a dedicare l’album alla memoria di Jack Rose e a immortalarsi in copertina mentre celebra un panico funerale per un albero secolare abbattuto. Se ci si chiede cosa ne è della weird America più intima e solitaria, in Dead Seas si troverà una ottima risposta.

(7.3/10)

Pubblicazione: 21 Dicembre 2010

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