Recensione
Face Tat Zach Hill
Cover image
post-math Voti redazione e staff

Zach Hill

Face Tat

Sargent House

Il roboante circo zappiano di Zach Hill non poteva che riprodursi in tutta la sua dirompente complessità, come coacervo di voci che si accalcano in un brano come su una carrozza di alcolizzati che vanno al lazzaretto. Zach Hill, fin dagli Hella, ha lavorato su quella linea d’eccesso che si sostiene da sé, per così dire, che investe l’ascoltatore e lo malmena su un ring, di fatto ipnotizzandolo con effetti speciali.

Face Tat volge tutto questo all’entusiasmo, condizione necessaria ma non sempre sufficiente. Si parte con la travolgente carica circense – per l’appunto – di Memo To The Man, e si continua cercando di mantenere alta l’adrenalina, la carica, la disponibilità d’animo di chi ascolta, cosa davvero difficile, con la qualità e quantità di stratificazioni dimostrate. Si ha proprio l’impressione che Zach componga alla batteria, e che l’imprendibile poligonalità delle sue canzoni dipenda da questo. Gli ospiti – provenienti da giri No Age, Devendra, come dalle mille collaborazioni che Zach nel tempo ha collezionato (i già citati Hella e i Prefuse 73) non mitigano ma aggiungono, perché Face Tat, come Astrological Straits e forse anche più, non lavora di cesello ma di cazzuola, non toglie ma somma. Sebbene i brani abbiano concept chiari (Jackers, la finale Second Life, l’interpretazione del tribalismo Mahjongg-iano in Ex-Ravers) e durate tutto sommato brevi, non si crede mai davvero che possano finire o chiudere il progresso all’infinito.

Un fatto poi è molto evidente. Due anni fa, quando l’album d’esordio di Hill solista faceva la sua comparsa, il “genere” di riferimento aveva casi illustri che si erano prodigati ad aprire la pista. Oggi, i Battles non si sono più fatti vedere, altri hanno cambiato strategia, ma Zach continua nella missione di dare euforia alla complessità post-math. È rimasto solo, il Nostro, e forse per questo ha bisogno di farsi compagnia con la moltitudine sfacciata della musica. Nell’anno 2010 rimane insomma l’evidenza di come valga la personalità del personaggio, che non seguiva le mode, che ci è e non ci fa, e ha un sacco di talento.

(7.3/10)

Scheda: Zach Hill

Pubblicazione: 04 Dicembre 2010

File under: post-math

| Archivio
Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2010)

Rss
copertina pdf #91