Recensione
Era che così Ettore Giuradei
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songwriting Voti redazione e staff

Ettore Giuradei

Era che così

Novunque

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Cantastorie in chiave musical teatrale, surreale ed onirico: al secondo disco, il bresciano Ettore Giuradei continua a dar vita al suo universo, già codificato nel precedente Panciastorie (Mizar records, 2006) nel quale si manifesta tutto il suo immaginario istintivo e straripante.

Tra filastrocche umorali, echi del migliore Vinicio Capossela intrecciato alla verve espressivo/declamatoria di un Paolo Rossi, inflessioni Paolo Conte, ma anche il maledettismo Nick Cave, l’incontenibile Giuradei, coadiuvato dal fratello Marco agli arrangiamenti, procede attraverso ballad al piano, nelle quale rock, folk e songwriting si fondono con le liriche apparentemente paradossali, riflessioni sui generis sulla realtà. Situazioni a volte lasciate in sospeso ("è difficile capire l’incertezza delle cose/ la verità che passa in ogni calice"), amarezze e paradossi. Tra i momenti migliori: la ripresa di una poesia pasoliniana (Vittoria) musicata nell’intensa Pasolini, il valzer rumorista waitsiano/caposseliano della title track, il folk puntellato dal violino di Zingara, gli echi alla Conte di Stupito. Una bella conferma.

(7.0/10)

Scheda: Ettore Giuradei

Pubblicazione: 02 Marzo 2008

File under: songwriting

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2008)

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