Recensione
Il Pifferaio di Pandora Unsense (The)
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rock Voti redazione e staff

Unsense (The)

Il Pifferaio di Pandora

La tipicità del suono wave è che può fare da tappeto agli innesti successivi e da sostrato a un fare più generalmente rock. Riassumiamo così la strategia sposata da The Unsense, combo attivo in Nord-Italia e Svizzera dal 2004. Da lì (Contact Me, la title-track) viene la chimica basso-chitarra di Il Pifferaio di Pandora, nuovo album della band formata da Samuele Zarantonello, Alan Stanzione, Paolo Pusterla, Matteo Berganton e Davide Bressan, come punto di partenza per divagazioni che guardano alla psichedelia più mainstream.

L’occhio lungo che maggiormente si nota guarda a Oriente, secondo un paio di occhiali di marca CSI, specie nelle linee vocali di Zarantonello (Ritornerò E Brucerò). In generale, funziona meglio la lingua nostrana su quella anglosassone, un po’ innaturale nei tessuti - pur efficaci - di The Bitch Song Por Dios, non troppo lontani dal procedere alla Cul De Sac, sia nel taglio psych (Crisalide), sia nella progressione del brano.

Un’indecisione che si riflette anche nel fuoco dei brani, che spaziano – senza a volte mantenere una rotta – fino a toccare il blues più classico e meno ragionato (LA Blues) e quindi toni da pub-rock all’italiana. Al netto dell’intero album, il pericolo è comunque sventato, e, fortunatamente, non è questa l’espressione più adatta a Il Pifferaio di Pandora: ne denota forse la provenienza.

(6.0/10)

Scheda: Unsense (The)

Pubblicazione: 16 Dicembre 2010

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