Recensione
Fifty: 50 Miniatures For Improvising Quintet Erik Friedlander
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avant jazz Voti redazione e staff

Erik Friedlander

Fifty: 50 Miniatures For Improvising Quintet

Skipstone

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Noto per la sua collaborazione con John Zorn, il violoncellista Erik Friedlander è un nome di punta della scena avant-jazz newyorkese. Questo Fifty: 50 Miniatures For Improvising Quintet è frutto di un lavoro originariamente commissionatogli dal San Francisco Contemporary Jewish Museum. Ispirato ai 49 giorni di meditazione imposti da Mosé al popolo d'Israele affinché potesse degnamente ricevere - nel cinquantesimo giorno - le tavole dei Dieci Comandamenti, mette in fila una scaletta di 50 mini-composizioni organizzate in sette tracce o sezioni (le "settimane").

Ad interpretarle è chiamato un quintetto (violino, pianoforte, percussioni, contrabbasso e ovviamente violoncello) votato tanto alla frenesia impro che ad un romanticismo pensoso, con immancabile retrogusto klezmer ad insaporire la portata. Presentata così, è lecito attendersi una roba da post-nerd micragnosi e filo-sionisti, invece - detto che tali categorie potrebbero effettivamente apprezzare - è un disco effettivamente ispirato e a tratti geniale, la cui programmatica frammentarietà va a ricomporsi in un discorso sia estetico che poetico coeso, unificato da un filo rosso di pensosa passione, perciò capace di intrigare senza soluzione di continuità.

(7.2/10)

Pubblicazione: 15 Dicembre 2010

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