Recensione
Certi ricordi Piccola Banda Brigante
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cantautorato folk Voti redazione e staff

Piccola Banda Brigante

Certi ricordi

loser's company

Venendo dalla Romagna e chiamandosi Piccola Banda Brigante, ci si aspetta da un momento all'altro di veder comparire all'orizzonte il cappello a tesa larga del leggendario Passator Cortese da Bagnacavallo, che a metà dell'Ottocento imperversava nei boschi sopra Brisighella con le sue azioni da Robin Hood nostrano. In realtà, Brigante è il cognome di Antonio, voce e chitarra di questo progetto che fa della sua voce e del suo istrionismo il punto centrale.

I riferimenti sono quelli di un cantautorato tradizionale, che guarda tanto al folk e alle ballate popolari, quanto alle sue forme più evolute e moderne (in Un giorno in stazione c'è più di un eco di Vinicio Capossela). Canzone del giorno e della notte è un esempio di scrittura complessa e raffinata applicata a un gioco di specchi tra sole e luna, mentre gli accenni tex-mex di Un sabato di pace si adagiano su un valzerino antico e tutto da ballare. Altrove si può intravvedere in filigrana la canzone classica a là Domenico Modugno; e il tumulto anarchico che ha attraversato la Romagna per molti decenni e che ancora oggi non è del tutto dimenticato viene dipinto in Canzone per una ragazza, non senza ironia e affetto.

Nove quadretti più o meno realistici, a volte giocati sulla cronaca, altre sulla politica e la società, sono le fotografie di quest'album d'esordio già maturo per scrittura e intenti della Piccola Banda Brigante. Si rimane totalmente dentro alla tradizione, con gusto e una certa personalità, che in futuro potrebbe dare frutti ancor più succulenti.

(6.6/10)

Pubblicazione: 26 Novembre 2010

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