Recensione
Timespan Majeure
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synth revival Voti redazione e staff

Majeure

Timespan

Temporary Residence

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A.E. Paterra, batteria e synth, è personaggio noto a chi bazzica nel sottobosco americano. Quando suona in doppio col chitarrista Steve Moore (anche basso e synth) si fanno chiamare Zombi e vanno di Goblin-prog virato krauto ma sempre sul crinale delle musiche estreme, incidendo per etichette come la Relapse. Ora il drummer se ne esce in solitaria e accentua il versante analogico del suono della casa madre.

Timespan si muove, infatti, completamente dentro al revival cosmico che tanti cuori spacca ultimamente, dagli Emeralds in giù: colonne sonore a furia montante di synth analogici e suoni vintage, con predilezione per atmosfere semi-horrorifiche, accenti futuribili come di un Vangelis periodo Blade Runner ed esposte in tre fluviali tracce che si fanno ascoltare alla grande. Minimalismo moog-oriented e in modalità sci-fi applicato a cavalcate post-Can in definitiva, in cui si apprezza l’alternanza tra la muscolarità live della batteria e le algide distese di suoni elettronici.

Il disco esce in edizione vinilica, di cui esiste pure una versione digitale limited: doppio cd con bonus di remix del collega Steve Moore (la title track), dell’immancabile Justin K. Broadrick aka Jesu (Teleforce) e del produttore francese Black Strobe (The Dresden Codex).

(6.9/10)

Scheda: Majeure

Pubblicazione: 23 Novembre 2010

File under: synth revival

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2010)

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