Recensione
Silent Stars Martin Schulte
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Deep, ambient Voti redazione e staff

Martin Schulte

Silent Stars

RareNoise

L’aggiornamento laptop post-Mille Plateaux (dunque field recording, noise e glitch) del filone techno dub ambientale dal taglio artico, iniziato da gente come Biosphere e traghettato nei Duemila nella forma che conosciamo da Monolake, Pan American e Vladislav Delay, non smette di regalarci sorprese e ottimi lavori. In particolare, dall’America, negli ultimi due anni abbiamo incontrato le ottime prove di Rod Modell - sia in solo sia con DeepChord (Liumin) - mentre dalla Germania non è certo una coincidenza s la febbre Basic Channel risvoltata ambient e riverberi è risalita a un Pantha Du Prince (con Black Noise). E questo senza tralasciare la forza traino del progetto di Moritz Von Oswald.

In un terreno già caldissimo, dentro gli steccati di un verbo già abbondantemente espresso (e compiuto), oggi arriva sugli scaffali, via RareNoise, l'ultimo album di questo ragazzo russo che tra tutti è sicuramente il più atmosferico e legato ai trucchetti clicks’n’cut (tra l'altro riscoperti anche da gente come Mount Kimbie), nonché dj già in possesso delle chiavi per dialogare con i maestri. Martin Schulte è il moniker dietro il quale si cela un appena ventiduenne tartaro – vive a Kazan – che di nome fa Marat Shibaev. Al suo attivo, dal 2006, ha già una serie di pubblicazioni in mp3 e anche due buoni album per la giapponese Lantern (Depth Of Soul e Odysseia). Silent Stars, tra momenti di puro groove sciolto nei ghiacci e dub+echi perfettamente intarsiati nel 4/4 techno, ambient di classe e ottime viste a cannocchiale, lo farà conoscere anche da noi e con il lavoro migliore senza dubbio.

(7.0/10)

Scheda: Martin Schulte

Pubblicazione: 25 Novembre 2010

File under: Deep, ambient

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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