Recensione
Disc-Overy Tinie Tempah
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urban dancepop Voti redazione e staff

Tinie Tempah

Disc-Overy

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«Se Professor Green è stato ufficiosamente incoronato l'Eminem britannico, allora Tinie Tempah è il nostro Kanye». Così Ailbhe Malone su NME.com, convinta di fare un gran bel complimento - e giusto prima di stampargli un bell'otto - a Patrick Okogwu, 22 anni lo scorso 7 novembre.

Il ragazzo non sfugge in effetti al gioco facile del collage di riferimenti: Dizzee Rascal (meno spaccone, meno tecnica, più pop), Tinchy Stryder (di cui ha fatto l'opener; meno grime, più pop) e appunto l'onnipresente Kanye West (si dovrebbe prima o poi tentare un parallelo punto a punto tra lui e Berlusconi). Il legame con l'uomo di Atlanta è tanto impalpabile quanto innegabile: l'autotune, alcune righe dei testi (qualche trick, ma occhio, 90% soldi-successo-donne), le basi colorate e a tratti cartoonesche e, perché no, il look un po' Kid Cudi, emanazione kanyewestiana in via di smarcatura. Tinie invece manca troppo di personalità, anche e soprattutto nella timbrica vocale, e la roba su cui rappa certo non lo aiuta, pastrocchione pop, molto zeitgeistico, di grime (Frisky), electrodance con tastiere da esiliare per sempre dal mondo della musica (fino alla house con tentazioni di cattiveria post-fidget di Miami 2 Ibiza, prodotto dagli Swedish House Mafia), pop enfatico (Invisible, con una legnosa Kelly Rowland) e crossover pop (Written In The Stars).

Avevamo sottovalutato il potenziale del tormentone Pass Out, quando era uscito. Il problema è che si salva giusto quello.

(4.2/10)

Scheda: Tinie Tempah

Pubblicazione: 19 Novembre 2010

File under: urban dancepop

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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