Recensione
Everybody Knows Young Gods
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techno-rock Voti redazione e staff

Young Gods

Everybody Knows

Two Gentlemen

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Dopo un periodo di appannamento, sembra tornato a pieno regime il progetto svizzero. Super Ready / Fragmenté di un paio di anni fa rimetteva in moto il trio formato da Al Comet, Franz Treichler e Bernard Trontin e ora Everybody Knows ne ribadisce forza e freschezza riaccendendo il motore techno-rock di matrice cyber-industrial che tanti cuori catturò nei primi 90s.

Lontani dalle prove di gran classe dei primi passi – gli inarrivabili Young Gods e L’Eau Rouge e il tributo weilliano Play Kurt Weill – i tre stabiliscono un ponte con l’onda lunga del loro successo commercialmente più noto, TV Sky: ritroviamo infatti il consueto mix di grunge futuribile e sintetico su matrici seventies rock (i Doors di Jim Morrison venivano spesso tirati in ballo all’epoca come punto di riferimento ideale) o più mediate (pensate ad un pathos alla Eddie Vedder calato nei gelidi panorami Ballardiani).

Avanguardistico e vintage, futuribile e classico, Everybody Knows vive di quelle stesse dinamiche muovendosi con classe tra una forma di cantautorato intimo e alieno (Two To Tango), pop-songs da bassa battuta (Blooming), minimal-ambient limitrofa al glitch (Miles Away) e techno-rock music per i pronipoti della Matrix generation (No Man's Land, Tenter Le Grillage). I tre sonic architects, alchemists and diamond-cutters, come li definisce la press, sembrano essere tornati indietro di venti anni sulla tabella di marcia.

(6.8/10)

Scheda: Young Gods

Pubblicazione: 15 Novembre 2010

File under: techno-rock

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