Chissą se, oltre a prestare la chitarra ai connazionali e padroni di casa discografica Broken Social Scene, Jason si diletta di pasticceria. Cosģ fosse, potrebbe incanalare colą la propensione ai dolciumi pop dal basso tenore calorico e dal gusto persuasivo come quelli qui confezionati con i compagni di merende Zeus. Base strumentale solida di un disco che nella penna omaggia il miglior Ray Davies (afflitto in Winnipeg Winds e festante al confine tra Texas e Messico in Vanderpool Vanderpool), che immagina Bob Dylan in abiti pił del solito eleganti (The Slowest Dance, Rave On Sad Songs) e che pesca con intelligenza dal bagaglio dell’odierno pop-writer (spinte adeguatamente, le discrete Long May You Love e Love Is A Chain potrebbero andare lontano).
Autore consapevole della storia ma non prono di fronte agli stereotipi, Collett irrobustisce il John Lennon acidulo del White Album in High Summer e Lake Superior; sereno, all’affanno dei “cugini” statunitensi e alle apocalissi di Arcade Fire antepone l’arguzia figlia di Jeff Tweedy che emerge da Bitch City e Cold Blue Halo. Confermandosi figlio di Toronto, cittą decentrata a sufficienza per osservare le mode con distacco e leggerle attraverso un vetrino insieme appassionato e sornione. Soprattutto, dicendosi cavallo di razza meritevole di attenzione.
(7.2/10)
Scheda: Jason Collett
Pubblicazione: 30 Novembre 2010
File under: ultra-pop
Abbonati al feed di Giancarlo Turra
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network










