Recensione
Rock Dust Light Star Jamiroquai
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electro funk Voti redazione e staff

Jamiroquai

Rock Dust Light Star

Mercury

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Dopo cinque anni di silenzio, Jay Kay torna ancora una volta col suo baraccone funky UK. La ricetta è quella che ci serve sul piatto ormai da millenni, e anche se era facile migliorare il disastro del precedente Dynamite, la nuova fatica non fa altro che assestarsi sulle linee di una sonorità ormai uber-sfruttata e ostentatamente macchiettistica.

I Jamiri si rifanno il trucco ancora una volta e variano di poco lo stile, ripescando le coordinate della blaxpoitation con gli assoli di sax o dei tastieroni analogici d’obbligo (Smoke And Mirrors), ci apppuntano qualche passaggio disco con i clap e i falsetti da febbre del sabato sera (White Knuckle Ride) che fa tanto fashion à la Scissors Sisters, sanno spingere il ritmo con l’uptempo delle chitarrine funk e con i coretti in terza (All Good In The Hood) e per finire ci impastano anche la hyperballad (Blue Skies) che ricorda le boys band dei Novanta più che James Brown.

Un fiasco? Dopo qualche ascolto ripetuto, bisogna riconoscere come la patina vintage e la polvere del tempo non stia proprio male sulla tuba esplosa di Jay, anche se il divano su cui si adagia il suo gruppo ha ormai le molle rotte. Il disco si lascia ascoltare in sottofondo e ripete un cliché consolidato, buono per un ascolto loungey senza troppe pretese. E’ ora di ripartire e staccarsi dallo space funk monolitico e patinato che da quel lontano 1993 (anno in cui è uscito il capolavoro Emergency On Planet Earth) non ha per nulla variato gli ingredienti. La tecnica c’è (basta ascoltare il groove di She’s A Fast Persuader), aspettiamo che arrivi anche la voglia.

(5.0/10)

Scheda: Jamiroquai

Pubblicazione: 14 Novembre 2010

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2010)

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