Recensione
Love Remains How To Dress Well
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errebì glo-fi Voti redazione e staff

How To Dress Well

Love Remains

Lefse

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Tom Krell studia filosofia a Colonia e nel frattempo sforna EP a ripetizione distribuendoli attarverso il suo blogspot col nick name di How To Dress Well. Incantando il mondo, o almeno quello disposto a farsi incantare da questi incantesimi suadenti e malsani raccolti nell'album d'esordio Love Remains. Una patologia errebì insopprimibile scritta sulla pergamena spiegazzata del glo-fi, precarietà ed ossessione, intensità e languore, il gusto della posa e la necessità dell'espressione.

Imprinting black quindi e prima di tutto, a tratti puoi percepire particelle Erykah Badu (My Body) e persino Michael Jackson (Mr. By & By), ma i miei parametri me lo fanno collocare da qualche parte tra gli ultimi demo di Jeff Buckley e lo Xiu Xiu meno aggressivo, coordinate fatte traballare da quel senso di tenerezza ineffabile mentre vaporizza Patrick Wolf e Sigur Ros e persino certa spiritualità Antony. Comunque è tutto molto basale, in un certo senso naturale per quanto alterato di tecnologia, in un'ottica di trasfigurazione sintetica che conserva l'impronta - la goffaggine - umana. Probabilmente non siamo troppo lontani dall'errare nutritivo profetizzato da quel buontempone di Brian Eno, ma non prendetemi troppo sul serio. Più certo mi sembra che tra la glassa caliginosa di Lover's Start, l'evocazione etno-soul di Decisions e la cassa in quattro di Walking This Dumb passi un intero universo di vibrazioni e possibilità. E' proprio il caso di tenerlo d'occhio.

(7.4/10)

Pubblicazione: 13 Novembre 2010

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2010)

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