Recensione
Nothing Fits Tyvek
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Garage-punk Voti redazione e staff

Tyvek

Nothing Fits

In The Red Records

Ormai sfumato il polverone shit-gaze che aveva riempito le pagine dei media musicali solo due stagioni fa, arrivano al secondo full-length i Tyvek, questa volta per la storica In The Red di Larry Hardy. Nel farlo i ragazzi di Detroit abbandonano quasi totalmente la paranoia demenziale che caratterizzava i primi singoli e l’omonimo album di debutto su Siltbreeze; calcano invece il piede sull’acceleratore, sparando riff garage a velocità al limite dell’hardcore, risultando in prima battuta quasi irriconoscibili.

Una folta schiera di pezzi si susseguono alla velocità della luce lasciandoci un po’ interdetti e straniti, prima che lo stomp ossessivo di Outer Limits e le melodie trascinanti di This One – That One facciano capolino, riportandoci indietro di un paio di anni, quando i Tyvek rilasciavano schegge impazzite di garage-post-punk imbevuto di malessere suburbano come May Ellen Claims e Air Conditioner. A Nothing Fits la carica non manca di certo, ma sembra girare un po’ a vuoto, sfogata in maniera poco mirata e, si sa, trovarsi rimpiangere i primi singoli dopo solo due album è qualcosa che nessuno si augurerebbe.

(6.6/10)

Scheda: Tyvek

Pubblicazione: 11 Novembre 2010

File under: Garage-punk

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