Il grido strozzato di Blixa Bargeld, tratto distintivo e tic linguistico del suo codice, usato come campione, materia su cui sviluppare layer elettronici e glitch. Così inizia Mimikry, attesissimo debutto sulla lunga durata della sigla ANBB: alzando la posta, con un quasi-manifesto programmatico, una dichiarazione di potenziale tra mr. Bargeld e mr. Nicolai.
La iniziale Fall è in realtà una suite, così come la maggior parte dei brani. Nascono su alcuni temi e terminano su altri, lavorano di cesellature raffinate e trovano spesso un collante molto forte – e tensivo – nella percussività (Mimikry, o l’ipertensione e le extrasistole di Berghain), grande matrice ancestrale che bilancia l’algida precisione dell’elettronica e dei concretismi astratti di Alva e il borborigmo vocale di Blixa. Once Again riprende un processo ritmico traslato da Zeichnungen Des Patienten OT, su un refrain inedito per entrambi. Il suono è più sanguigno degli ultimi Einsturzende, e l’elettronica di Alva Noto si dimostra vivida, meno algida del previsto.
Il più delle volte l’ascolto si teatralizza – e qui BB è decisivo – senza che questo sia sempre un bene. Ci si immagina la performatività della coppia, la presenza scenica di Bargeld, l’affilatissima elettronica di Carsten. Blixa si mette in gioco, tenta tutto lo spettro espressivo dei registri che la sua voce può produrre, e ce ne dà prova in I Wish I Was A Mole In The Ground (in versione estesa rispetto all’EP), peraltro infiorettata di mestiere da Noto, così come nei miagolii di Katze. Red Marut Handshake – mutuata anch’essa dall’EP che ha dato il via alle pubblicazioni congiunte del duo – se ne va con un down tempo accelerato e perturbato da elettroniche in chiaro e l’onnipresente para-declamazione del Bargeld. Bersteinzimmer (long version) colpisce con struggenti ambientazioni e atmosfere da canzone teutonico-mitteleuropea.
Mimikry è un calendario di colpi da maestro, da parte di due posizioni tangenti ma non ancora sovrapposte. AN e BB sono due penne e due teste distinte, e questo rimane, così come il giudizio che avevamo dato al precedente EP, di cui questo album non è di fatto che un’estensione. Le aspettative create nei primi due minuti dell’album sono, se non ridimensionate, virate in attenzione alla statura, al mestiere, alla bravura dei comprimari. Bene così, ma a questo punto ci aspettiamo un passo in più…
(6.9/10)
Scheda: Alva Noto, Blixa Bargeld
Pubblicazione: 10 Novembre 2010
File under: elettronica
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