Recensione
Douglas & Dawn Sacri Cuori
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desert-rock Voti redazione e staff

Sacri Cuori

Douglas & Dawn

Partiamo dai nomi coinvolti per dare la misura di questo progetto estemporaneo dal nome evocativo. Su Douglas & Dawn appaiono a vario titolo John Convertino, Jacob Valenzuela e Nick Luca dei Calexico, Howe Gelb, Anders Pedersen e Thřger Lund dei Giant Sand, Bill Elm (Friend of Dean Martinez), Marc Ribot, James Chance, John Parish (responsabile dietro al mixer) quale rappresentanza internazionale cui si unisce quella nostrana formata dai vari Massimo Sbaragli, Christian Ravaglioli, Rico Farnedi, Denis Valentini, Mirko Monduzzi e Andrea Costa.

Un firmamento di brillanti stelle che ruota indubbiamente intorno al “cuore” di Sacri Cuori: Antonio Gramentieri, deus-ex-machina del festival forlivese Strade Blu e apprezzato chitarrista di base bluesy, e Diego Sapignoli, sono infatti un apprezzato duo protagonista di molti progetti nazionali e internazionali (da Hugo Race al recente Saluti da Saturno di Mirco Mariani).

L’amore per una musica soundtrack-oriented, evocativa e visionaria in quanto pensata come sostrato sonoro per performances varie, si manifesta in questo esordio vinilico sempre sul crinale tra forme avant-folk minimale, psichedelica desertica e polverosa, blues atavico e passionale, slow-core romantico. Musica prevalentemente strumentale, se si eccettua la Dylaniana Shelter From The Storm cantata da Howe Gelb, che trascina l’ascoltatore verso paesaggi jorodowskiani, polverosi e mistici, ora delicatamente traditional, ora ossessivamente reiterati.

Disco particolare che stuzzicherŕ l’appetito di chi apprezza i nomi coinvolti, ma non solo.

(7.0/10)

Scheda: Sacri Cuori

Pubblicazione: 30 Novembre 2010

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